Un po’ di febbre – di Sandro PENNA

La dimora del tempo sospeso

Un po’ di febbre

    Da qualche giorno aveva un po’ di febbre. Anzi era certo che si trattasse di un morbo tubercolare. Sapeva, in breve, di dover morire. Però doveva farsi tagliare ugualmente i capelli, e la barba. Certo, aveva capito che anche chi sa di dover morire non può sfuggire alle cose di tutti. I pensieri di un simile stato d’animo sono diversi, sì, da quelli di un altro, ma si finisce coll’andare ugualmente dal parrucchiere. Si fa tutto con quella lenta angoscia che sta in fondo, ma la cosa più triste è appunto quel sapere che non c’è altro da fare che le solite cose.

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2015 National Translation Award Longlist in Prose!

ALTA Blog

NTA Longlist ProseThe American Literary Translators Association is pleased to announce the 12-title longlists for the 2015 National Translation Awards in Poetry and Prose. Poetry Longlist here!

This is the seventeenth year for the NTA, which is administered by the American Literary Translators Association (ALTA), and the first year to award separate prizes in poetry and prose. The NTA is the only national award for translated fiction, poetry, and literary nonfiction that includes a rigorous examination of the source text and its relation to the finished English work.

Featuring authors writing in 11 different languages, from 12 countries, this year’s longlists expand the prize’s dedication to literary diversity in English.

Books eligible for this year’s award include titles published anywhere in the world in the previous calendar year (2014) that were translated into English. The selection criteria include both the quality of the finished English language book, and the quality of the…

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Per sempre/Forever by Arabella Bertola

Tacco dodici, rossetto umido appena inumidito. Non può essere che lei. A disagio nel tanfo insopportabile. Senza saperlo, batte il tempo di una storia minima. Qui ai margini. Dove anche la scrittura si perde sotto lamiere bucate e infestate di buio. Acrilico nero sopra piscio giallo.

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Per sempre

di Arabella Bertola

Sotto il cavalcavia, un brulicare ininterrotto di treni. E corpi. Manca poco a mezzanotte. Non resiste più. Stop. Giù nel sottopasso. Di corsa. Prima che arrivi lei. Oltre il suo ansimare, la può vedere bene. Ora sono vicini. Qui, nel posto più anonimo della città, a due passi dai cessi luridi della stazione centrale nord, sul binario morto, dove una ruggine di scarti si è lentamente insinuata tra la banchina e il quartiere cinese, cresciuto a dismisura negli ultimi tempi. Una zona off-limits, livida, ubriaca, una metastasi in bilico. Non il solito degrado che quasi non vedi. Piuttosto, sovrapposizioni accelerate, palinsesti caotici di prospettive in fuga, gettate dentro una forza centripeta solo appena trattenuta da uno strato di brina sottile. Tutto avvolto in un sudario freddo di spazi violati e perduti dove si dileguano passi veloci.

Tacco dodici, rossetto umido appena inumidito. Non può essere…

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Viaggi/Journeys by Arabella Bertola

#Travelling
through
#translation
an endless train(ing)
which sets
#words and #identities
in motion forever.

#matildecolarossi
#arabellabertola
#translation
#writing

parallel texts: words reflected

Viaggi

Di Arabella Bertola

Sono salita su questo treno spinta dal desiderio di incontrare una nuova me stessa in un capitolo da riscrivere. Leggo un foglietto scarabocchiato a mano in calligrafia incomprensibile. Non ci capisco molto. Leggo e rileggo. Poi mi abbandono alle linee e le curve dello spazio divorato dalla velocità. Sono parole scritte con rabbia. Impresse con violenza, parole sbagliate. Non potevo che scappare da quella scrittura. E ora sono qui con tutti questi occhi assorti in altri occhi e frasi sconnesse che non mi dicono niente. O forse mi dicono quello che so già e non mi basta più. Ogni indizio, ogni sospiro, ogni sguardo mi trapassa il cervello stanco senza che io me ne accorga. Rielaboro pause, silenzi e imbarazzi. Quello che non vedo è tra le righe ma io non riesco a percepirlo. Questo andare insieme e guardarsi nell’andare è l’unico punto fermo di…

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In the Media: 11th January 2015

#LasignoraRosetta
by
#TizianaSferruggia hits
The Writes of Woman
Reviews of books by female writers

The Writes of Woman

In the media is a weekly round-up of features written by, about or containing female writers that have appeared during the previous week and I think are insightful, interesting and/or thought provoking. Linking to them is not necessarily a sign that I agree with everything that’s said but it’s definitely an indication that they’ve made me think. Also, just a note to make it clear that I’m using the term ‘media’ to include social media, so links to blog posts as well as traditional media are likely.

K Barbican PK

(Photograph by Pedro Koechlin)

As it’s the first In the Media of the year, I’m going to begin by looking back at 2014 for a moment with pieces that appeared between Christmas and New Year. Katherine Angel’s brilliant piece, ‘Gender, blah, blah, blah‘ in The Los Angeles Review of Books; Jessie Burton, ‘Eggshells, Luck, Hope and Thanks‘ on her…

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Piacere, Elena Ferrante/Pleased to meet you, Elena Ferrante by Miryam Pacifico

Recensione di Storia della Bambina Perduta di #ElenaFerrante scritta da se medesima.
di Miryam Pacifico
Traduzione in inglese di Matilde Colarossi

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Piacere, Elena Ferrante

Di Miryam Pacifico

Recensione de Storia della Bambina Perduta di Elena Ferrante scritta da se medesima.

Carissimi lettori che mi avete seguito fin qui in questo percorso lungo i miei quattro racconti, prima di ritornare nell’ombra della mia anonima vita scrivo due righe sul mio ultimo romanzo. Il mio libro non è certo un capolavoro e dopo la mia uscita di scena sono sicura che di esso non ne rimarrà traccia alcuna. Mi vergogno molto del fatto che nella ricerca spasmodica della mia identità abbiate scomodato fior fiori di autori ai quali non sono certo degna di essere accostata ma una cosa lasciatemela dire: se esso come gli altri riscuoterà un certo successo pur essendo, e ne sono perfettamente consapevole, un grosso imbroglio con troppi personaggi, troppi nomi e troppe parentele, il motivo, secondo la mia modesta opinione è che, a prescindere da chi voi lettori siate…

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Clowns/Clown by Mati Colarossi

Life is a circus 🙂

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Clowns

The clown twirled. The cyst-like tip of his long shoe dug into the gold star on the circus floor, his red and white costume ballooned. Like a top, it spun.

“Boys and girls, the one, the only, Dozo the clown….”

His knobby chalk-white index cut the light. The sound, accompanied by a drum-roll, shook the air.

The spot light followed his finger as it stopped at a place in the bleachers.

“…and he wants you!”

I shuddered, yelled.

“No!”

A hand shook my shoulder.

“Pete?”

I squinted in the light that filled the room overlooking the sea.

“Bad dream again? The studio called. You have to shoot the clown scene again.”

My eyes found my wife. She smelled of fresh coffee.

“What time is it?”

“Nine. Breakfast’s ready.”

I rolled my eyes under closed lids, playing with the sperm-like particles that swam in the pink light.

“Don’t go. Stay…

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Mr. Mulligan by Michael Alenyikov

My translation of Mr Mulligan, a beautiful story by Michael Alenyikov.

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Mr. Mulligan

by Michael Alenyikov

They hung Mr. Mulligan by his shirt collar in the clothes closet. They could do this because Mr. Mulligan was short–five feet two inches tall–and because he was meek. Even the girls joined in. It was like a lynching. They hung him at the end of the school day, which meant it would be a long time before anyone could find him. Our classroom was on the top floor in the rear, and the school janitors began the after school clean up on the first floor, in the front.

I don’t know if they knew this precisely, those twenty or so boys and girls. And it wasn’t as though there was even a ring leader. I stood back and watched. I didn’t call for help, so it wasn’t as if I were innocent. Mr. Mulligan whimpered as they hung him–some of the boys were already…

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Incontro tra Arte e Letteratura/When Art and Literature come together in a short story by Daniele Rossi

Il restauratore, la nana, i gatti e la baffona…

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La nana di Santa Croce

di Daniele Rossi

Il sole attraversa i finestroni, mentre il singhiozzio dei cardini risuona stridente nella Cappella Peruzzi, quando dal “ponte” scorgo la metà di un’ombra che lentamente entra  nella chiesa di Santa Croce a Firenze.

Il rantolo della nana è un suono senza tempo, “Buongiorno Gesù, buongiorno Maria, saluta Gesù da parte mia…”

Così ogni mattina Cesarina incontra nostro Signore, e gli subappalta un saluto per la Madre Celeste mentre comincia il suo giro. Si appoggia alle corde intorno alle tombe dei Grandi bofonchiando parole incomprensibili, talvolta accompagnate da qualche colpo di tosse.

Il suo vestito è di lana cruda, come pure il suo cappello infeltrito ed il vestito color ocra a fiorellini celesti, le sue pantofole avvolgono piedi gonfi e un po’deformi. Una luce flebile le indica il percorso, e sembra incredibile come i colori delle vetrate proiettino disegni fantastici, figure sfrangiate si…

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Translation: faithful or unfaithful?

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ANDREA MONDA INTERVISTA VALERIO MAGRELLI: CUORE DI POETA

D: Come rispondi all’affermazione che la traduzione equivalga sempre ad un tradimento?

R: Direi che c’è traduzione solo quando c’è tradimento. E c’è tradimento perchè c’è la necessità di fissare delle priorità. Un esempio: in una poesia Baudelaire usa il termine la douleur, che è di genere femminile. Ebbene, in quella particolare composizione, questo particolare diventa ancora più importante di tante altre istanze traduttorie solitamente più rilevanti (rime, metro, serie anaforica, enjambement). Per me il traduttore che traduce «il dolore» commette un grave fraintendimento, e lo dico malgrado la proposta avanzata da Antonio Prete nella sua finissima, esemplare versione apparsa da Feltrinelli. Il fatto che l’interlocutore sia di genere femminile, come la musa, costituisce, credo, il cuore di quell’opera, un cuore che volta per volta si sposta: una vera festa mobile del testo. È la particolarità della poesia, quella di non avere…

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